Il 20 novembre la compagnia PALKETTOSTAGE ha portato in scena “1984” di George Orwell in lingua inglese.
Sin dai primi minuti lo spettacolo ci introduce in un’atmosfera cupa e angosciante, proprio come il mondo immaginato da Orwell nel suo romanzo “1984” pubblicato nel 1949: un luogo in cui ogni gesto, parola e persino pensiero è sorvegliato e regolato dal potere.
Attraverso scenografie essenziali ma d’impatto e giochi di luci, gli attori hanno ricreato la sensazione di vivere dentro Oceania, lo Stato totalitario dominato dal “Big Brother”j.
Questa scelta ci ha permesso di immedesimarci subito nella storia, rendendo più semplice seguire anche il dialogo in inglese.
Uno degli aspetti più sorprendenti di “1984” è la sua straordinaria attualità: pur essendo stato scritto più di settant’anni fa, continua a ricordarci i pericoli del controllo totale, della manipolazione, dell’informazione e della perdita della libertà individuale.
Dunque, lo spettacolo di PALKETTOSTAGE non è da considerarsi solo la versione teatrale di un’opera scritta in inglese , ma anche un momento di riflessione su temi che coinvolgono tutti, rinnovando la nostra consapevolezza sull’importanza di difendere la libertà, e mantenendo vivo il nostro spirito critico, attraverso una solida cultura che ci permetta di valutare la correttezza dell’informazione.
Una frase emblematica che ci piace ricordare è:
“Who controls the past controls the future; who controls the present controls the past.”
La frase di Orwell mostra come chi detiene il potere possa controllare la società manipolando la memoria storica.
Cambiando il passato, si influenzano le idee e le aspettative delle persone sul futuro; e chi comanda nel presente decide quale versione del passato deve essere ricordata.


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