Giustizia 4.0: alla scoperta della giustizia del futuro

a cura di Giada Fasano classe 4ªES1

La mattina del 26 novembre gli studenti delle classi quarte del Liceo Economico Sociale e del Liceo Linguistico hanno vissuto un’esperienza unica presso l’Università del Sannio, partecipando a una lezione dedicata al tema affascinante e sempre più centrale nel dibattito contemporaneo: Robgiudici e giustizia predittiva tenuta dalla Professoressa di Ordinamento giudiziario italiano comparato Federica BARBIERI. Abbiamo vissuto un vero viaggio nel futuro del diritto, capace di unire conoscenza, consapevolezza e gioco. La lezione è iniziata con una spiegazione chiara di che cosa sia il processo civile, ovvero il procedimento attraverso cui una persona (attore) chiede al giudice la tutela di un proprio diritto nei confronti di un’altra (convenuto). Tale processo si fonda su tre elementi essenziali:

  • il fatto, cioè l’evento che genera il conflitto;
  • la prova, lo strumento che permette di dimostrare quel fatto;
  • la decisione, l’atto finale con cui il giudice stabilisce chi ha ragione,

motivando la propria conclusione.
A questo quadro tradizionale si è affiancata la spiegazione dell’intelligenza artificiale (IA), una tecnologia capace di analizzare enormi quantità di dati, riconoscere schemi ricorrenti e persino formulare previsioni. Durante l’incontro è stata chiarita la differenza tra giustizia predittiva, che utilizza l’IA, formata attraverso precedenti sentenze, per prevedere l’esito di una causa e consentire agli avvocati di elaborare una difesa più efficace; e robo-giustizia, dove è un software a emettere una vera e propria decisione sostituendosi al giudice umano. Il viaggio tra gli esperimenti nel mondo ha suscitato molto stupore tra gli studenti: dalla piattaforma “Prédictice” in Francia agli strumenti di mediazione digitale in Olanda; dai tribunali virtuali della Cina ai piccoli casi decisi dai robo-giudici estoni; fino alla Colombia, dove un giudice ha utilizzato un sistema di IA per stendere una sentenza, e a Cambridge, dove un software ha superato centinaia di giuristi nel prevedere il risultato di cause assicurative. Un panorama ricco e variegato che mostra quanto l’IA sia già entrata nella giustizia globale. Un momento particolarmente coinvolgente è stato quello in cui le classi si sono divise in gruppi e si sono sfidate in una gara a punti basata sulle conoscenze apprese durante la lezione. Ogni gruppo doveva rispondere a domande, interpretare casi, riconoscere principi giuridici e individuare le applicazioni dell’IA nel mondo. La competizione, vivace e stimolante, ha trasformato l’apprendimento in un’esperienza dinamica e coinvolgente. A rendere tutto ancora più entusiasmante sono stati i premi messi in palio, che hanno motivato gli studenti e creato un clima di partecipazione attiva, rendendo la mattinata non solo istruttiva ma anche divertente. Durante la lezione sono stati anche illustrati i vantaggi dell’IA nei processi: maggiore rapidità, capacità di analisi, riduzione dei tempi e possibilità di limitare alcuni pregiudizi umani. Tuttavia, il confronto con il nostro ordinamento ha subito evidenziato i limiti di una sua applicazione diretta. La Costituzione italiana, con gli articoli 25, 101 comma 2, 111 comma 2 e 111 comma 6, difende il ruolo umano del giudice, garante di terzietà, imparzialità e motivazione delle decisioni. A ciò si aggiungono il Regolamento europeo 1689/2024, che classifica l’uso dell’IA nella giustizia come ad “alto rischio”, e la Legge 132/2025, che ribadisce che solo il magistrato può interpretare la legge e valutare prove e fatti. Quindi l’IA può essere un potente strumento di supporto, ma non può sostituire il giudice, perché la giustizia non è solo logica: è empatia, valutazione umana, interpretazione del reale. La giornata all’Unisannio ha lasciato un segno profondo. Non solo ha aperto una finestra sul futuro della giustizia, ma ha mostrato che il sapere, quando viene condiviso con passione e reso interattivo, diventa un’esperienza che unisce,
entusiasma e fa crescere. E forse è proprio questa la lezione più grande: la tecnologia cambierà molte cose, ma il modo in cui scegliamo di imparare, partecipare e costruire il nostro futuro resta e resterà sempre straordinariamente umano.