Dal 9 al 12 dicembre, le classi 5ªSA1 e 5ªS2 hanno partecipato al viaggio d’istruzione in Andalusia, vivendo un’esperienza intensa e formativa tra arte, storia e cultura. Il percorso ha toccato due città simbolo della Spagna meridionale, Siviglia e Granada, luoghi in cui il passato arabo, cristiano ed ebraico si intrecciano, lasciando testimonianze di straordinario valore.
La permanenza a Siviglia è stata particolarmente significativa. Il primo giorno è stato dedicato alla visita della città, passeggiando nel centro storico e osservando da vicino l’atmosfera vivace e i numerosi edifici storici.
Uno dei luoghi che ci ha colpito maggiormente è stata Plaza de España, costruita nel 1929 in occasione dell’Esposizione Iberoamericana: questa piazza rappresenta il legame tra la Spagna e i paesi dell’America Latina. La sua forma semicircolare simboleggia l’abbraccio della Spagna verso le ex colonie, mentre le decorazioni in ceramica raccontano la storia delle varie regioni spagnole.
Il secondo giorno abbiamo partecipato a una visita guidata che ci ha permesso di comprendere meglio la storia della città: la mattina siamo andati all’Alcázar di Siviglia, un complesso di palazzi costruito inizialmente dagli arabi durante la dominazione musulmana, iniziata nell’VIII secolo. Dopo la Reconquista, i re cristiani decisero di mantenere e ampliare l’edificio, mescolando lo stile islamico con quello cristiano: per questo l’Alcázar è un esempio unico di architettura mudéjar.
Attualmente è una delle residenze reali più antiche d’Europa, ancora in uso.
Successivamente abbiamo visitato la Cattedrale di Siviglia, costruita nel XV secolo su una precedente moschea musulmana, dopo la conquista cristiana della città nel 1248. La cattedrale fu realizzata in stile gotico per dimostrare la ricchezza e la potenza di Siviglia, che in quel periodo era un importante centro commerciale, grazie ai traffici con il Nuovo Mondo.
All’interno si trovano opere d’arte di grande valore e la tomba di Cristoforo Colombo.
Accanto alla cattedrale si erge la Giralda, antico minareto trasformato in campanile, che oggi è uno dei simboli più riconoscibili di Siviglia.
Nel pomeriggio abbiamo visitato il quartiere ebraico, conosciuto come Barrio de Santa Cruz; in epoca medievale questa zona era abitata dalla comunità ebraica, che ebbe un ruolo importante nella vita culturale ed economica della città, fino all’ espulsione nel 1492. Il quartiere conserva ancora oggi le sue stradine strette, tipiche delle città medievali.
Abbiamo, infine visto la Plaza de Toros, una delle più antiche e famose arene per la corrida in Spagna, costruita nel XVIII secolo: la corrida fa parte della tradizione spagnola ed è legata alla storia e alla cultura del paese, anche se oggi è un argomento molto discusso.
Visitare la città di Siviglia è stata un’esperienza molto interessante perché ci ha permesso di conoscere una città con una storia molto antica, influenzata da diverse culture, come quella romana, araba, ebraica e cristiana.
Il terzo giorno della nostra permanenza l’abbiamo trascorso a Granada, una città che tutt’oggi, nei suoi vicoli pullulanti di studenti assume i contorni di un suq mediorientale. Ultimo baluardo del potere arabo nella penisola iberica, Granada è il simbolo della Reconquista e della sintesi armoniosa tra due popoli antagonisti. La nostra visita ha avuto inizio dalla Cattedrale, sulla cui pala d’altare, tra i santi e la passione di Cristo si possono scorgere due insoliti quadretti ritraenti la conversione dei mori. A sorvegliare in perpetuo su questo evento epocale, quasi a celebrare il proprio operato, ci sono le tombe dei reyes catolicos Isabella I di Castiglia e Ferdinando II di Aragona, i fautori della Reconquista dei territori spagnoli. Terminata la visita nella città, ci siamo diretti verso la cittadella fortificata dell’Alhambra. Eretta originariamente come medina per proteggere il sultano al-Nasr e la sua famiglia, l’Alhambra è un vero e proprio labirinto mistico, infatti, una volta varcate le sue mura, ci si dimentica di essere in una fortezza perché il silenzio dei suoi cortili, lo scorrere dell’acqua nelle fontane e i motivi ipnotici degli azulejos sono capaci di trasportare l’anima in una dimensione di pace e oblio che, forse, anche i sultani ricercavano nell’abbraccio de La Rossa. Usciti dal complesso principale abbiamo camminato per i giardini dell’Alhambra fino ad arrivare al Giardino del Generalife, dove tutt’oggi sorge la dimora di campagna del sultano. Ed è con il tramonto che cosparge di oro i giardini della dinastia al-Nasr che vogliamo ricordare il nostro viaggio: un momento di gioia e contemplazione di ciò che da noi è tanto lontano, ma che, tra meraviglia e scoperta, ci rende ancora più umani.













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