I Campi Flegrei e il Monte Nuovo: un’esperienza di studio sul campo

a cura di Laura Coppola, 5ªSA1

Il giorno 23 gennaio, gli studenti delle classi 5ªSA1 e 5ªSA2 hanno partecipato a un’importante escursione didattica ai Campi Flegrei, un’area di grande interesse scientifico e naturalistico.

In questa occasione, oltre ad approfondire sul campo lo studio del vulcanismo, gli studenti hanno anche ritirato il premio per la vittoria del concorso “Le Geoscienze per la Società del Futuro” organizzato dal DiSTAR (Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse) .

Durante l’escursione abbiamo avuto l’opportunità di osservare da vicino uno dei luoghi più affascinanti e complessi dal punto di vista geologico: il Monte Nuovo. L’escursione è stata guidata dal dottore Claudio Sannino Ricercatore del DiSTAR dell’Università di Napoli, che ci ha accompagnato lungo il percorso spiegandoci, man mano che proseguivamo con l’escursione sul monte, i diversi fenomeni che sono avvenuti e che avvengono tutt’oggi.

I Campi Flegrei sono una vasta caldera vulcanica attiva, caratterizzata da emissioni di gas, attività sismica e dal fenomeno del bradisismo, cioè il lento sollevamento e abbassamento del suolo. Durante la salita, il professore ci ha spiegato come il paesaggio che osservavamo fosse il risultato di una lunga e continua attività vulcanica, visibile attraverso crateri, fumarole e strutture di origine vulcanica.

Il Monte Nuovo è il vulcano più giovane d’Europa e la sua formazione è legata a un evento eccezionale avvenuto nel 1538. Nei mesi precedenti all’eruzione, la popolazione della zona avvertì numerosi segnali premonitori: frequenti terremoti, rumori sotterranei e un evidente sollevamento del terreno, che provocarono danni alle abitazioni e modificarono il paesaggio.

Il momento decisivo fu il 29 settembre 1538. In quel giorno si verificarono forti scosse di terremoto e dal suolo iniziarono a fuoriuscire gas, fango e materiali incandescenti. La notte tra il 29 e il 30 settembre si aprì una frattura nel terreno da cui cominciò una violenta eruzione, con l’emissione di cenere, lapilli e blocchi di roccia. Nei giorni successivi, l’attività eruttiva continuò in modo intenso: il materiale vulcanico si accumulò rapidamente intorno al punto di emissione, facendo crescere il rilievo giorno dopo giorno.

In meno di una settimana, tra il 29 settembre e i primi giorni di ottobre, il terreno si sollevò e prese forma una vera e propria montagna: il Monte Nuovo, che raggiunse un’altezza di circa 130 metri. L’eruzione distrusse campi coltivati e villaggi, costringendo la popolazione ad abbandonare l’area, ma si concluse senza causare un numero elevato di vittime. Questo evento rappresenta uno degli esempi meglio documentati di formazione rapida di un vulcano nella storia.

Durante l’escursione, il professore ci ha fatto notare come oggi il Monte Nuovo sia ricoperto da vegetazione, ma conservi ancora chiaramente la forma tipica di un cono vulcanico. Ci ha inoltre spiegato che, anche se il Monte Nuovo non è attualmente in eruzione, l’area dei Campi Flegrei rimane attiva, come dimostrano le fumarole, le emissioni di gas e i fenomeni di bradisismo.

Al termine dell’escursione, ci è stato consegnato il premio per la vittoria del concorso del DiSTAR: una termocamera, grazie alla quale abbiamo potuto osservare e misurare la temperatura di una fumarola, vedendo direttamente come l’aria calda fuoriesce dal terreno.

Questo percorso ci ha permesso di capire in modo diretto ciò che stiamo studiando a scuola.

In particolare, abbiamo potuto osservare dal vivo argomenti come il vulcanismo, la formazione dei coni vulcanici, il funzionamento delle caldere e i fenomeni legati all’attività interna della Terra, rendendo lo studio più chiaro, concreto e coinvolgente.