Lunedì 26 gennaio si è aperto alla Scuola Normale Superiore di Pisa lo stage Scienziate di domani, per cui noi studentesse della VS2, Teresa Sparago e Annalisa Vitelli, abbiamo avuto l’onore di essere selezionate. Si tratta di un’esperienza pensata per avvicinare le studentesse al mondo della ricerca scientifica di alto livello. L’accoglienza, avvenuta nel tardo pomeriggio nell’Aula Bianchi del Palazzo della Carovana, ha segnato il primo contatto con un ambiente accademico estremamente stimolante, caratterizzato da uno standard di conoscenza elevato ma al tempo stesso da un clima umano e inclusivo. La cena alla mensa della Normale ha rappresentato un primo momento informale di confronto e condivisione, favorendo la nascita di dialoghi, amicizie ed aspettative sul percorso che stavamo per intraprendere.
La giornata di martedì 27 gennaio è entrata subito nel vivo delle attività. Dopo l’introduzione a cura della Prof.ssa Stefania Pastore, della Prof.ssa Chiara Cappelli e del Prof. Giovanni Losurdo, è stata presentata la Scuola Normale Superiore, con particolare attenzione alle discipline scientifiche e al ruolo degli allievi, ma soprattutto, delle allieve collaboratrici. Fin dalle prime lezioni è emersa una caratteristica fondamentale dello studio scientifico: la capacità di collegare concetti astratti alla realtà. Nella lezione di Analisi Matematica sui massimi, minimi e le forme ottimali, ad esempio, il problema dell’area minima racchiusa da un perimetro è stato collegato a fenomeni concreti come le bolle di sapone o la progettazione di elementi architettonici.
Un tema trasversale a tutti gli interventi è stato quello della modellizzazione e dell’uso dell’intelligenza artificiale, strumenti ormai centrali per ricostruire in modo realistico gli oggetti di studio. Particolarmente significativa è stata la lezione Brain in a dish, dedicata allo studio epigenetico per la prevenzione di malattie degenerative e tumori, con un approfondimento su cellule staminali, organoidi e capacità biologica computazionale. Nel pomeriggio, le lezioni tenute dalle allieve e dagli allievi della Normale hanno affrontato argomenti di fisica fondamentale, dalle forze conservative al teorema di Noether, fino ai buchi neri. La sera del 27 gennaio, noi studentesse siamo state invitate dalla Scuola Normale Superiore ad assistere all’esibizione di un ensemble vocale al Teatro di Pisa, formato da musiciste talentuose e soprani, che hanno proposto Le Tre Grazie e Venere, madrigale composto dalla poetessa Barbara Strozzi.
Ancora vittime della catarsi dell’arte, il giorno successivo abbiamo seguito i corsi di Fisiologia e Astrofisica tenuti dal Prof. Cellerino e dalla Prof.ssa Gallerani. Il primo ci ha aperto le porte a un filone della ricerca che la Normale sta portando avanti da molti anni: l’indagine sulla senescenza per prevenire l’insorgere di gravi patologie legate all’invecchiamento. La Prof.ssa Gallerani, invece, ha illustrato le tappe dell’evoluzione del nostro Universo, rivelandoci che la natura della nostra grande casa ci è, per la maggior parte, completamente ignota. Nella giornata non sono mancate le lezioni tenute da allievi e dottorandi della Scuola: infatti, durante la lezione di Chimica abbiamo avuto la preziosissima opportunità di metterci alla prova riscoprendo l’equilibrio chimico, mentre nella lezione di Algebra è stato trattato un argomento molto affascinante, i Gruppi. Entrambe le lezioni sono state molto stimolanti, anche grazie agli esercizi che ci venivano proposti dagli studenti: una vera e propria sfida di logica e creatività! Anche questa giornata si è conclusa con un momento di svago e immaginazione con la proiezione del film Incontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg.
Durante questi stage, si sa, il giorno più duro da affrontare è l’ultimo perché stanchezza e malinconia giocano spesso un brutto scherzo a chi partecipa; per fortuna noi studentesse abbiamo avuto la fortuna di concludere la nostra permanenza tra le mura della Normale con le lezioni di Chimica Fisica e di Fisica Sperimentale, a cura della Prof.ssa Cappelli e del Prof. Losurdo. Sotto l’iconico soffitto a cassettoni della Sala Azzurra, il Prof. Losurdo ci ha portato con incredibile dolcezza alla scoperta di ciò che potrebbe celarsi dentro la materia oscura: una popolazione di buchi neri primordiali che solo i mezzi più sofisticati, gli interferometri, riescono a captare grazie alle onde gravitazionali da loro emesse. Parlando a nome di tutte le ragazze, non scorderemo mai l’umanità e la delicatezza del Prof. Losurdo, un uomo innamorato del suo lavoro e particolarmente attento al prossimo. Il caffè che tutte noi cinquanta abbiamo condiviso con lui ci rimarrà impresso come le prime parole che ci ha rivolto all’accoglienza:” Non avete nulla di meno [rispetto ai vostri colleghi] se non quello che vi è stato tolto”.
La gentilezza del Prof., d’altro canto, ha fatto risaltare la grinta della Prof.ssa Cappelli, che ci ha introdotte alla Chimica Fisica, una disciplina molto affascinante che sfrutta i principi della fisica e metodi numerici avanzati per studiare comportamento e struttura delle specie chimiche. L’approccio della Prof.ssa è stato chiaro, pratico, diretto e, infatti, ci ha permesso di capire come piccole modificazioni e interazioni delle strutture microscopiche della materia, possano avere enormi conseguenze sulla nostra vita e salute. La sua lezione si è poi conclusa con un invito, lo stesso con il quale ci aveva accolte: “Fare scienza vuol dire uscire dalla propria zona di comfort. Quindi provate, provate provate, se va male non fa niente”. La giornata si è conclusa con la consegna dei diplomi e un ultimo pranzo in mensa, un luogo che, come le aule della Normale, in questi tre giorni ci ha visto cambiare, ridere, riflettere e osare. Un luogo da cui siamo uscite con nuove consapevolezze.
Al centro di tutto lo stage rimane però un messaggio fondamentale: l’importanza dell’inclusione delle donne nella scienza e il superamento del cosiddetto “soffitto di cristallo”. Alla Normale non mancano le studentesse per minori capacità, ma perché spesso, scoraggiate fin da giovani, non arrivano nemmeno a tentare il concorso. È proprio da questa consapevolezza che nasce Scienziate di domani: per accendere una luce diversa sul futuro e mostrare che la scienza è anche uno spazio possibile, e necessario, per noi donne.









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