Con questa frase intensa e carica di responsabilità si è concluso l’incontro che gli studenti dell’IIS Telesi@ hanno vissuto oggi a Ostia con Sami Modiano, uno degli ultimi sopravvissuti italiani all’Olocausto ancora impegnato a raccontare l’orrore dei campi di sterminio nazisti alle giovani generazioni. Un incontro che non è stato soltanto una testimonianza storica, ma una vera esperienza umana ed emotiva, capace di lasciare un segno profondo negli studenti e nei docenti coinvolti nel progetto “Il viaggio della memoria – Oltre il filo spinato”, promosso dall’IIS Telesi@. Dal 22 al 24 maggio, infatti, gli studenti selezionati prenderanno parte al viaggio nei luoghi simbolo della tragedia della Shoah, con la visita ai campi di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau, teatro di una delle pagine più buie della storia dell’umanità. Il progetto nasce dall’esigenza di educare i giovani alla memoria, alla consapevolezza storica e ai valori della pace, della libertà e del rispetto della dignità umana. In un tempo in cui odio, discriminazioni e conflitti continuano ancora a minacciare il mondo contemporaneo, ricordare diventa un dovere morale oltre che civile. Nel corso delle settimane precedenti alla partenza, gli studenti hanno partecipato a momenti di approfondimento e riflessione attraverso la visione di docufilm dedicati alla Shoah e del celebre film Schindler’s List di Steven Spielberg, opera cinematografica che ha permesso ai ragazzi di confrontarsi con il dramma della persecuzione ebraica e con il valore del coraggio umano di fronte alla barbarie. Ma nulla avrebbe potuto preparare davvero gli studenti all’intensità dell’incontro con Sami Modiano. La sua voce, i suoi silenzi, i ricordi della deportazione, della fame, della paura, della perdita della famiglia e dell’ingresso ad Auschwitz ancora bambino hanno attraversato il cuore di tutti i presenti. Ogni parola pronunciata da Sami ha trasformato la storia studiata nei libri in vita reale, concreta, dolorosamente autentica. Gli studenti hanno ascoltato in silenzio, commossi, spesso increduli davanti alla crudeltà che l’uomo è stato capace di infliggere ad altri esseri umani. Molti di loro hanno compreso, forse per la prima volta in modo così profondo, che la Shoah non è soltanto un evento del passato, ma un monito universale che riguarda il presente e il futuro dell’umanità. Sami Modiano non ha chiesto pietà. Ha chiesto memoria. Ha affidato ai giovani una missione, raccontare, trasmettere, non dimenticare. “Quando noi sopravvissuti non ci saremo più, sarete voi a parlare per noi.” Parole che hanno colpito profondamente i ragazzi, rendendoli consapevoli del valore e della responsabilità del loro viaggio. Visitare Auschwitz-Birkenau non sarà soltanto un’esperienza didattica, ma un percorso interiore, umano e civile. Camminare tra quei binari, osservare le baracche, i fili spinati, le camere a gas, i resti di vite spezzate significherà confrontarsi con il male assoluto della storia contemporanea e comprendere quanto sia fragile la libertà quando vengono meno il rispetto, la tolleranza e l’umanità. Il progetto “Oltre il filo spinato” vuole proprio questo, trasformare gli studenti in custodi della memoria, affinché possano diventare cittadini consapevoli, capaci di riconoscere e contrastare ogni forma di odio, razzismo, antisemitismo e indifferenza. Perché la memoria non appartiene soltanto al passato. La memoria è una responsabilità del presente. E oggi, dopo aver incontrato Sami Modiano, questa responsabilità è diventata ancora più forte. Gli occhi lucidi degli studenti, le domande, gli abbracci finali e il lungo applauso rivolto a Sami raccontano molto più di qualsiasi lezione scolastica, raccontano il bisogno di umanità, di ascolto e di verità.
Da Ostia ad Auschwitz, il viaggio è appena iniziato.
Un viaggio nei luoghi della memoria, ma soprattutto dentro le coscienze.
Perché ciò che è accaduto non accada mai più.



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