Quando la disputa diventa uno strumento di cittadinanza.

A cura di Giada Fasano - classe 4ªES1

Il 21 maggio, un gruppo di studenti e studentesse del Liceo Economico Sociale, accompagnate dalla professoresse Bastone, Iadevaia e Scarinzi, hanno partecipato al Torneo della disputa del “Dire e Contraddire”, organizzato a Roma dal Consiglio Nazionale Forense. L’obiettivo del Torneo è quello di stimolare i giovani ad acquisire tecniche per saper argomentare e contro-argomentare attraverso un giusto equilibrio tra ethos, logos e pathos. Gli studenti provenienti da scuole e paesi diversi, in un clima di tensione, confronto e desiderio di mettersi in gioco hanno dibattuto su due frasi di notevole spessore :la prima di Liliana Segre sul tema dell’indifferenza e l’apatia morale e l’altra di Eleanor Roosevelt sull’importanza dei diritti umani, come valori fondamentali della dignità della persona.
Un’esperienza che si è rivelata fin da subito un autentico momento di crescita umana e culturale, poiché gli studenti hanno avuto l’opportunità di cimentarsi per la prima volta nell’affascinante mondo della retorica classica. Si vive in una società in cui spesso il dialogo viene sostituito dallo scontro e avere ragione sembra contare più della capacità di ascoltare. Proprio per questo il torneo ha assunto un significato particolare. “Dire e Contraddire” non ha semplicemente insegnato a sostenere una tesi o a ribattere alle argomentazioni dell’avversario, ma soprattutto a comprendere il valore della parola come strumento di confronto civile. Confrontarsi significa esporsi, esprimere il proprio pensiero, le idee e ascoltare quelle degli altri; contraddire significa imparare a rispettare idee diverse dalle proprie senza trasformare il dibattito in un conflitto. Ogni sfida è stata un esercizio di responsabilità. Dietro ogni intervento non c’era soltanto la preparazione teorica, ma anche il coraggio di affrontare la paura di sbagliare, l’emozione di essere ascoltati e il peso delle aspettative. In quei momenti si sperimenta che il dibattito non è una battaglia da vincere ad ogni costo, ma uno spazio in cui si cresce attraverso il confronto. E forse il valore più grande di questa esperienza è stato proprio quella di scoprire che la maturità non nasce dall’imporre le proprie idee, ma dal saperle difendere con rispetto e consapevolezza. L’esito del dibattito non ha consentito alla squadra di Benevento, rappresentata dal Les, di partecipare alle fasi finali, poiché ad avere la meglio, nei quarti di finale, è stata la squadra di Pescara, quest’ultima vincitrice della scorsa edizione. Il risultato ottenuto dalla squadra di Benevento è stato comunque positivo ed apprezzato da tutti i componenti della commissione di valutazione, tenuto conto dell’alto livello di preparazione delle squadre in competizione.
Il mancato raggiungimento dell’esito sperato non coincide necessariamente con una sconfitta, perché anche ciò che non porta alla vittoria può lasciare insegnamenti, consapevolezza e crescita. Anzi, spesso è proprio nelle sconfitte che si nascondono gli insegnamenti più autentici. Vincere gratifica, ma perdere obbliga a riflettere; e la riflessione, molte volte, forma più della vittoria stessa.
Inoltre, l’incontro con studenti provenienti da realtà differenti ha mostrato quanto il dialogo possa abbattere distanze e creare connessioni.
Ognuno portava con sé esperienze, sensibilità e modi diversi di esprimersi, eppure proprio attraverso il confronto è stato possibile riconoscersi gli uni negli altri. In un tempo segnato da divisioni e incomprensioni, esperienze come questa, ricordano quanto sia importante educare i giovani all’ascolto e alla convivenza civile. E alla fine ci si rende conto che il traguardo più importante è avere il coraggio di partecipare, di esporsi, di accettare anche la sconfitta senza smettere mai di credere nel valore del proprio impegno.
Un sentito ringraziamento va ai componenti del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Benevento, a partire dal suo Presidente, Stefania Pavone e agli avvocati Angela Abbamondi, Nazzareno Lanni, Lidia Caso e infine all’Avv. Camillo Cancellario, membro del Consiglio Nazionale Forense, per aver offerto agli studenti una preziosa occasione di crescita culturale, ispirata ai valori della cittadinanza, dell’empatia e del rispetto reciproco.