Il 21 maggio, noi studenti delle classi 1ªSA1, 1ªSA2 e 3ªSA2 del Liceo Scientifico delle Scienze Applicate, accompagnati dalle docenti Biondi, Lo Conte, Giamei e Santillo, abbiamo partecipato a una lezione sul campo a Napoli davvero speciale: un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio. Questa esperienza ha rappresentato una tappa fondamentale del nostro percorso progettuale La.Pro.di, offrendoci l’opportunità di toccare con mano come il rapporto tra l’uomo, la storia e l’ambiente si sia evoluto dall’antichità fino ai giorni nostri.
Nel corso della mattinata abbiamo visitato la Galleria Borbonica, un luogo magico che presenta un continuo alternarsi di epoche storiche che, a partire dal ‘600, si susseguono in maniera indissolubile e sorprendente fino alla storia contemporanea. La guida che ci ha accompagnati ci ha illustrato i complessi meccanismi di approvvigionamento idrico e di manutenzione degli acquedotti napoletani fino a fine ‘800. Questa spiegazione ci ha fatto riflettere profondamente su un tema a noi caro: la gestione delle risorse naturali e l’importanza vitale dell’acqua, una sfida globale ieri come oggi.
Attraversando a trenta metri di profondità la collina del Monte Echia, abbiamo ripercorso le vicende storiche del Regno Borbonico e dei moti del 1848. Particolarmente interessante ed emozionante è stata la rivisitazione storica dei momenti salienti della Seconda Guerra Mondiale che hanno interessato la città di Napoli. Abbiamo guardato la storia attraverso gli occhi dei bambini e dei ragazzi di un tempo che vissero l’esperienza drammatica dei bombardamenti e della fuga nei rifugi antiaerei; ci ha colpito, ad esempio, la storia di Walter Waschke, un ragazzo di origini tedesche che trovava riparo proprio all’interno della Galleria. Ritrovare oggetti di uso quotidiano e scritte sui muri nei luoghi di ricovero ha creato in tutti noi una forte tensione emotiva. Il percorso si è rivelato anche un affascinante museo sotterraneo, ricco di reperti come moto e auto d’epoca di metà Novecento: insomma, una totale immersione temporale nel “ventre di Napoli”.
Nel primo pomeriggio l’attenzione si è spostata in superficie. Abbiamo incontrato la nostra seconda guida e, passeggiando tra la Galleria Umberto I, Piazza Municipio e Piazza Plebiscito, abbiamo compreso perché questa area abbia rappresentato – e rappresenti tuttora – il cuore pulsante e monumentale della città. Luoghi di ritrovo e di fermento culturale che hanno ospitato personalità straordinarie, tra cui spicca Matilde Serao, pioniera del giornalismo italiano e fondatrice, insieme al marito, del quotidiano “Il Mattino”.
Proprio all’ombra del Palazzo Reale e a pochi passi dal Teatro San Carlo, la giornata si è conclusa con un momento di grande suggestione: la lettura di alcuni passi tratti dal celebre libro della Serao, “Leggende Napoletane”. Ascoltare quelle parole immortali nel luogo esatto in cui sono state concepite ha creato un ponte ideale tra la Partenope del mito, la Napoli ferita della storia e la “città dai mille colori” di oggi.
Torniamo tra i banchi di scuola con un bagaglio colmo di emozioni, ma soprattutto con una nuova consapevolezza: per progettare un futuro sostenibile e diventare cittadini responsabili, dobbiamo prima imparare a leggere e rispettare i segni che il passato ha lasciato sul nostro territorio. Un’esperienza intensa che ci resterà a lungo nel cuore e che guiderà le prossime fasi laboratoriali del nostro progetto multimediale.





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