Alla scoperta di Monte Pugliano e delle sorgenti del Grassano

di Teresa Ricciardi

Il 30 maggio noi studenti delle classi 1ªSA1 e 1ªSA2 del Liceo Scientifico delle Scienze Applicate, accompagnati dai docenti Simone, Passarella e Sauchella, abbiamo partecipato alla lezione sul campo di geomorfologia e idrologeologia sul Monte Pugliano e sorgenti del Grassano.

Siamo partiti in mattinata dal nostro plesso e ci siamo avviati verso Monte Pugliano. Prima di cominciare la vera escursione sulla cima del Monte abbiamo fatto tappa alle Antiche Terme Jacobelli. Qui abbiamo discusso sulla genesi dell’acqua sulfurea: l’acqua piovana si infiltra nel terreno e, attraversando strati di rocce ricche di minerali, si arricchisce di zolfo. Successivamente risale in superficie sotto forma di acqua termale, caratterizzata dal tipico odore di zolfo e dalle sue proprietà benefiche.

Ci siamo poi diretti verso Monte Pugliano. Dopo la lunga salita siamo arrivati in cima. Come prima cosa abbiamo visitato una dolina che non è ancora formata del tutto. Una dolina è una depressione del terreno che si crea quando l’acqua scioglie lentamente le rocce calcaree presenti nel sottosuolo. Con il passare del tempo si formano delle cavità che possono crollare, dando origine a conche più o meno profonde. È stato molto impressionante affacciarsi e osservare la profondità della dolina e rendersi conto della sua profondità e della forza dei fenomeni naturali che l’hanno creata. In seguito abbiamo visitato un’altra dolina carsica cioè la Dolina Grande. Da sempre, la gente del posto li chiama “puri”, un termine che deriva da pyr, ossia il fuoco, in greco antico. Forse perché si pensava che quelle depressioni dalla forma circolare fossero crateri vulcanici, ma non vi è mai stata alcuna attività vulcanica sul Monte. La dolina grande era prima formata da due doline, poi la parete che le separava è crollata così ne è diventata una sola molto più estesa.

Come ultima dolina abbiamo osservato quella che viene chiamata Dolina Profonda. Di questa dolina abbiamo anche percorso il suo periplo, cioè il suo perimetro.

Da lì ci siamo diretti verso le sorgenti del Grassano. Qui abbiamo osservato le acque limpide e cristalline del fiume e abbiamo capito che le sorgenti del Rio Grassano non sono solo alimentate dalle acque di Monte Pugliano, ma anche dalla falda profonda del Matese.

Dopo il lungo trekking ci siamo fermati ad assaporare i prodotti tipici portati dal nostro professore. È stato un momento molto piacevole che ci ha permesso di terminare la mattinata in allegria e compagnia.

Così si è conclusa la nostra giornata: è stata un’esperienza molto interessante e formativa che ci ha permesso di conoscere meglio il nostro territorio.